
In sintesi:
- La gestione dei rifiuti in camper non è solo una necessità, ma un atto di responsabilità igienica e civiltà.
- Distinguere correttamente tra scarico acque nere (WC) e acque grigie (docce, lavandini) è il primo passo per evitare sanzioni e danni ambientali.
- La contaminazione crociata è un rischio reale: usare tubi e attrezzi separati per acqua potabile e pulizia WC è un imperativo per la salute.
- Seguire il “galateo del camperista” garantisce un’esperienza serena per tutti, mantenendo le aree di servizio pulite e funzionali.
L’arrivo al primo Camper Service può essere un momento di pura ansia per ogni neofita. Ci si trova di fronte a griglie, rubinetti e pozzetti, con il timore latente di commettere un errore imbarazzante, sporcare o, peggio, causare un danno. Si ha la sensazione che tutti gli occhi siano puntati addosso, pronti a giudicare ogni mossa. La tentazione è quella di fare in fretta, sperando di cavarsela, ma è proprio la fretta a generare gli sbagli più comuni e pericolosi.
Molti pensano che la gestione delle acque reflue sia una semplice operazione meccanica: apri una valvola, svuota, chiudi. In realtà, questa visione è la causa principale di aree di servizio sporche, cattivi odori e, soprattutto, rischi sanitari concreti. Il vero problema non è la difficoltà tecnica, che è minima, ma la mancanza di consapevolezza sulle conseguenze di ogni singolo gesto. La differenza tra un camperista principiante e uno esperto non sta nell’abilità, ma nella comprensione del “perché” dietro ogni azione.
Questo articolo rompe con le guide superficiali. Il nostro angolo di attacco non è solo il “cosa fare”, ma il “perché è fondamentale farlo in un certo modo”. Trasformeremo la tua ansia in competenza, analizzando ogni aspetto della gestione dei rifiuti non come un fastidioso dovere, ma come un pilastro della vita in camper basato su responsabilità igienica, rispetto per la comunità e tutela dell’ambiente. Affronteremo gli errori più comuni, le procedure corrette e le regole non scritte che fanno la differenza.
In questa guida completa, esploreremo in dettaglio ogni fase della manutenzione igienica del tuo veicolo. Dalla corretta distinzione degli scarichi alla sanificazione dei serbatoi, passando per le norme di comportamento da adottare nelle aree comuni, avrai a disposizione tutte le informazioni per operare in totale sicurezza e tranquillità.
Sommario: Guida completa alla gestione delle stazioni di smaltimento camper in Italia
- Perché non si può scaricare la cassetta del WC nella grata a pavimento delle grigie?
- Quali prodotti usare per la cassetta WC: liquido blu, verde o bustine?
- Il galateo del Camper Service: come lasciare la zona pulita per chi segue?
- L’errore fatale di usare il tubo per pulire la cassetta WC per caricare l’acqua potabile
- Camper Service in autostrada: sono funzionanti e puliti? Mappa della rete autostradale
- Come sanificare i serbatoi delle acque chiare per evitare il biofilm batterico?
- L’errore di non pulire a fondo le acque grigie prima di restituire il veicolo
- Leave No Trace: come gestire i bisogni fisiologici senza impattare l’ambiente?
Perché non si può scaricare la cassetta del WC nella grata a pavimento delle grigie?
Questa è la regola numero uno, l’errore più grave che un camperista possa commettere in un’area di servizio. La grata a pavimento è progettata esclusivamente per le acque grigie, ovvero quelle provenienti da doccia, lavandini della cucina e del bagno. Queste acque contengono saponi, residui di cibo e grassi, ma sono prevalentemente liquide e non contengono la carica batterica delle acque nere. Lo scarico della cassetta del WC in questa grata è vietato per due motivi fondamentali: uno strutturale e uno igienico-sanitario.
Dal punto di vista strutturale, il sistema di drenaggio delle acque grigie è spesso costituito da tubazioni di diametro inferiore e con pendenze meno accentuate rispetto a quelle delle nere. Non è progettato per gestire residui solidi, anche se chimicamente disgregati. L’accumulo di carta igienica e materiale organico può facilmente creare ostruzioni e intasamenti, rendendo l’intera area inutilizzabile per chiunque venga dopo. Le aree di servizio moderne hanno pozzetti specifici per le acque nere, spesso chiamati “Totem” o “Nautico”, che sono collegati direttamente al sistema fognario principale, dimensionato per questo tipo di rifiuti.
Il secondo motivo è igienico. Scaricare i reflui del WC sulla griglia a terra crea una contaminazione batterica dell’area. Gli schizzi sono inevitabili e disperdono germi e cattivi odori su una superficie dove altri camperisti devono camminare e operare. È una grave mancanza di rispetto e un potenziale rischio per la salute. Confondere i due scarichi non è una semplice distrazione, ma una violazione delle norme di base della convivenza e dell’igiene, che può comportare sanzioni significative. Infatti, lo scarico improprio è sanzionabile secondo l’articolo 185 del Codice della Strada con multe che vanno da 87 a 344 euro.
Riconoscere e rispettare la funzione di ogni punto di scarico è il primo passo per dimostrare competenza e responsabilità come camperista.
Quali prodotti usare per la cassetta WC: liquido blu, verde o bustine?
La scelta del prodotto chimico per la cassetta del WC non è solo una questione di preferenza, ma impatta sull’efficacia della disgregazione, sul controllo degli odori e sulla compatibilità ambientale. Comprendere le differenze è cruciale per un utilizzo corretto e responsabile. Esistono principalmente tre categorie di prodotti, ognuna con le sue specificità.

Il liquido blu tradizionale è il più conosciuto e potente. A base di formaldeide o composti simili, ha un’altissima efficacia nel disgregare i rifiuti organici e la carta igienica (è sempre consigliabile usare quella specifica per camper, che si dissolve più facilmente) e nel neutralizzare gli odori. È ideale per climi caldi e per lunghi periodi tra uno svuotamento e l’altro. Tuttavia, la sua composizione chimica aggressiva lo rende incompatibile con gli impianti di depurazione a fossa biologica (comuni in agriturismi e campeggi ecologici), dove ucciderebbe la flora batterica necessaria al trattamento dei reflui.
Il liquido verde rappresenta l’alternativa ecologica. Questi prodotti sono biodegradabili e non contengono formaldeide, utilizzando enzimi o batteri per avviare il processo di decomposizione. Sono l’unica scelta accettabile se si prevede di scaricare in fosse biologiche. La loro efficacia è leggermente inferiore in termini di controllo degli odori, specialmente con alte temperature, e la loro azione disgregante può richiedere più tempo. Infine, le bustine concentrate (o “pods”) sono la soluzione più pratica: predosate, leggere e facili da stoccare, evitano sprechi e contatti diretti con il prodotto. Esistono sia in versione blu che verde e combinano l’efficacia dei liquidi con la massima comodità d’uso.
La scelta dipende quindi dall’itinerario (presenza di scarichi in fosse biologiche), dalla temperatura esterna e dalla frequenza di svuotamento. Per aiutare nella decisione, la seguente tabella riassume le caratteristiche principali.
| Tipo Prodotto | Temperatura ideale | Durata efficacia | Compatibilità impianti |
|---|---|---|---|
| Liquido blu tradizionale | 10-25°C | 5-7 giorni | Standard |
| Liquido verde bio | 15-30°C | 3-5 giorni | Fosse biologiche |
| Bustine concentrate | 5-35°C | 4-6 giorni | Universale |
Scegliere il prodotto giusto non solo migliora il comfort a bordo, ma dimostra anche una profonda attenzione all’impatto ambientale del proprio viaggio.
Il galateo del Camper Service: come lasciare la zona pulita per chi segue?
Un’area di Camper Service è uno spazio condiviso. Il modo in cui la utilizziamo e la lasciamo è il nostro biglietto da visita all’interno della comunità dei camperisti. Seguire un “galateo” non scritto di buone maniere non è solo una questione di cortesia, ma un’esigenza pratica per garantire che l’area rimanga funzionale, pulita e accogliente per tutti. L’obiettivo è semplice ma non scontato: lasciare l’area in condizioni migliori di come la si è trovata. La procedura non richiede molto tempo, solitamente non più di 15-20 minuti, quindi non c’è motivo di avere fretta.
Il rispetto inizia prima ancora di posizionare il camper. Se c’è coda, si attende il proprio turno senza cercare di “bruciare le tappe” occupando contemporaneamente lo scarico delle grigie mentre qualcun altro sta caricando l’acqua. Una volta posizionati, l’ordine logico delle operazioni è fondamentale: prima si svuotano le acque nere, poi quelle grigie (in modo che il flusso di queste ultime aiuti a risciacquare la griglia da eventuali schizzi accidentali delle nere), e solo alla fine si procede al carico dell’acqua potabile. Questo minimizza il rischio di contaminazione crociata.
La pulizia è l’elemento cardine. Qualsiasi schizzo, perdita o traccia di sporco deve essere pulito immediatamente. È buona norma avere sempre a portata di mano carta assorbente e un sacchetto per raccoglierla e buttarla nei rifiuti. Dopo aver svuotato la cassetta WC e averla risciacquata, è d’obbligo usare il tubo dell’acqua non potabile (solitamente presente nell’area) per dare un’abbondante risciacquata alla griglia o al pozzetto delle nere. Questo semplice gesto impedisce l’accumulo di residui e la formazione di cattivi odori. L’impegno delle società di gestione, come dimostra l’esperienza di Autostrade per l’Italia, è notevole. Nelle loro 120 piazzole attrezzate, hanno introdotto sistemi di pulizia automatica a pulsante e una segnaletica chiara che ha portato a una riduzione del 40% delle lamentele. Sta a noi utenti fare la nostra parte per mantenere alto questo standard.
Checklist del camperista rispettoso: i punti chiave del galateo
- Preparazione: Avere pronti guanti, prodotti ed eventuali attrezzi prima di posizionarsi sull’area di scarico per non perdere tempo.
- Ordine: Eseguire le operazioni in sequenza: prima scarico acque nere, poi scarico acque grigie e infine carico dell’acqua potabile.
- Pulizia immediata: Pulire subito eventuali schizzi o perdite con carta assorbente e non lasciare tracce del proprio passaggio.
- Risciacquo finale: Utilizzare sempre l’acqua di servizio per pulire a fondo la griglia delle nere e l’area circostante dopo l’uso.
- Rispetto degli spazi: Non occupare più piazzole del necessario e liberare l’area non appena terminate le operazioni, specialmente se c’è coda.
Un comportamento corretto e rispettoso è il miglior investimento per garantire la longevità e la fruibilità di queste infrastrutture indispensabili.
L’errore fatale di usare il tubo per pulire la cassetta WC per caricare l’acqua potabile
Questo è forse l’errore più pericoloso e disgustoso che si possa commettere, con conseguenze dirette e gravi per la salute. L’idea di utilizzare lo stesso tubo, o peggio ancora, il tubo in dotazione all’area di servizio (spesso usato da altri per sciacquare le cassette), per riempire il serbatoio dell’acqua potabile è un atto di ingenuità che può portare a serie infezioni gastrointestinali. Il concetto chiave da comprendere è la contaminazione crociata.

Il tubo usato per risciacquare la cassetta del WC entra inevitabilmente in contatto con schizzi e aerosol carichi di batteri fecali, come l’Escherichia Coli. Questi microrganismi sono invisibili ma estremamente resistenti. Studi sulla contaminazione delle superfici dimostrano che batteri come l’E.Coli possono sopravvivere fino a 48 ore su superfici come la plastica di un tubo. Utilizzare quel tubo per l’acqua potabile significa trasferire direttamente questi patogeni nel serbatoio delle acque chiare, contaminando l’acqua che useremo per bere, cucinare e lavarci i denti.
Per evitare questo rischio fatale, la regola è una sola e non ammette deroghe: bisogna avere due tubi completamente separati e ben identificabili. Il tubo per l’acqua potabile deve essere di grado alimentare (solitamente di colore bianco o azzurro chiaro), conservato in un sacco pulito e dedicato, e utilizzato esclusivamente per il carico delle acque chiare. Il secondo tubo, per la pulizia della cassetta o altri usi non potabili, dovrebbe essere di un altro colore (es. verde) e conservato separatamente. Mai, in nessun caso, i due tubi o i loro raccordi devono entrare in contatto.
Ecco una procedura di sicurezza da seguire scrupolosamente:
- Avere sempre un proprio tubo dedicato all’acqua potabile, preferibilmente di colore chiaro e per uso alimentare.
- Conservare il tubo dell’acqua potabile in un sacco o contenitore pulito, lontano da quello per la pulizia.
- Prima di collegare il proprio tubo al rubinetto dell’area di servizio, è buona norma disinfettare il beccuccio con uno spray igienizzante e lasciar scorrere l’acqua per qualche secondo.
- Non toccare mai il tubo dell’acqua potabile o i suoi raccordi con i guanti usati per maneggiare la cassetta del WC.
- Portare con sé un set di adattatori universali per rubinetti, per evitare di dover usare raccordi comuni.
Questa separazione netta tra “pulito” e “sporco” è un principio non negoziabile della vita in camper, un pilastro della responsabilità igienica verso se stessi e la propria famiglia.
Camper Service in autostrada: sono funzionanti e puliti? Mappa della rete autostradale
Per chi viaggia su lunghe distanze, la rete autostradale rappresenta una risorsa preziosa per le operazioni di carico e scarico. La domanda che molti si pongono è se queste aree siano affidabili, pulite e funzionanti. La risposta generale è sì, con alcune precisazioni. Autostrade per l’Italia ha fatto un investimento significativo in questo settore, mettendo a disposizione una rete capillare di aree attrezzate.
Attualmente, la rete gestita da Autostrade per l’Italia offre circa 120 piazzole attrezzate per camper. Queste aree sono generalmente ben segnalate e si trovano all’interno delle aree di servizio. La loro progettazione è spesso moderna, con pozzetti per le nere separati e ben identificabili, griglie carrabili per le grigie e colonnine per l’acqua potabile. Come già menzionato, molte di queste aree sono dotate di sistemi di pulizia automatica che contribuiscono a mantenerle in buone condizioni igieniche.
Tuttavia, la funzionalità e la pulizia possono variare. Nonostante la manutenzione programmata, un’area può essere temporaneamente fuori servizio o, più spesso, essere stata lasciata in cattive condizioni dall’utente precedente. È qui che entra in gioco la responsabilità individuale e il “galateo del camperista”. Prima di pianificare una sosta, è sempre una buona idea verificare lo stato delle aree tramite app specializzate come Park4Night, Campercontact o Caramaps. Le recensioni recenti degli altri utenti sono la fonte di informazione più attendibile sullo stato reale di un Camper Service.
Un’altra considerazione riguarda i costi. Mentre in passato molti servizi erano gratuiti, oggi è sempre più comune che il carico dell’acqua potabile sia a pagamento, solitamente tramite gettoni da acquistare al bar dell’area di servizio o, in alcuni casi, tramite pagamento con carta o Telepass. Lo scarico delle acque reflue, invece, è quasi sempre gratuito. La scelta tra un’area autostradale a pagamento e una comunale gratuita fuori dall’autostrada dipende dal proprio itinerario: a volte la deviazione e il tempo perso per uscire e rientrare in autostrada possono non valere il risparmio.
In definitiva, le aree di servizio autostradali sono un’opzione valida e conveniente, a patto di verificarne lo stato in anticipo e di contribuire in prima persona al loro mantenimento.
Come sanificare i serbatoi delle acque chiare per evitare il biofilm batterico?
L’acqua che carichiamo nel serbatoio delle chiare è potabile, ma questo non significa che rimarrà tale per sempre. Con il tempo, sulle pareti interne del serbatoio e delle tubazioni si forma inevitabilmente un biofilm batterico: una sottile pellicola organica composta da batteri, alghe e altri microrganismi che proliferano nell’acqua stagnante. Questo biofilm non solo può dare all’acqua un sapore e un odore sgradevoli, ma può anche diventare un focolaio di batteri potenzialmente dannosi per la salute. Una sanificazione periodica è quindi un’operazione di manutenzione igienica assolutamente essenziale.
La procedura di sanificazione andrebbe eseguita almeno due volte l’anno (all’inizio e alla fine della stagione di utilizzo intenso) o più frequentemente, ogni 3-4 mesi, se il camper è usato tutto l’anno o in climi molto caldi. Il prodotto più comune, economico ed efficace per questa operazione è la comune candeggina (ipoclorito di sodio) o prodotti specifici a base di cloro come l’Amuchina. Il dosaggio è fondamentale: un eccesso di prodotto può danneggiare guarnizioni e componenti, mentre una quantità insufficiente non garantirà una disinfezione completa.
Gli esperti del settore, come Italia Camper Sud, sottolineano l’importanza della prevenzione. La loro esperienza dimostra che semplici abitudini quotidiane, come non lasciare mai la stessa acqua nel serbatoio per più di pochi giorni e preferire cicli di carico e svuotamento completi, possono ridurre del 70% la formazione di biofilm. Per i trattamenti d’urto, oltre al cloro, esistono anche prodotti enzimatici specifici che “digeriscono” il biofilm in modo meno aggressivo ma molto efficace.
Ecco il protocollo di sanificazione step-by-step con un prodotto a base di cloro:
- Svuotare completamente il serbatoio delle acque chiare e tutte le tubazioni aprendo i rubinetti.
- Preparare la soluzione disinfettante. La dose consigliata è di circa 100 ml di candeggina comune (o 10 ml di Amuchina) per ogni 100 litri di capacità del serbatoio. È meglio diluire prima il prodotto in una tanica da 5 litri per poi versarlo nel serbatoio.
- Riempire completamente il serbatoio con acqua pulita.
- Far circolare la soluzione in tutto l’impianto: aprire uno per uno tutti i rubinetti (acqua calda e fredda) e la doccia fino a sentire l’odore di cloro. Questo assicura che anche le tubazioni vengano sanificate.
- Lasciare agire la soluzione per almeno 4-6 ore, o anche per una notte intera. Un breve giro in camper aiuta il liquido a “sbattere” contro le pareti, migliorando l’azione pulente.
- Svuotare completamente l’impianto e risciacquare abbondantemente almeno 2-3 volte, riempiendo e svuotando il serbatoio con acqua pulita, finché l’odore di cloro non sarà completamente sparito.
Questa manutenzione, sebbene richieda qualche ora, è il miglior investimento per la tranquillità e la salute di tutto l’equipaggio durante i viaggi.
L’errore di non pulire a fondo le acque grigie prima di restituire il veicolo
Questo è un errore che riguarda soprattutto chi noleggia un camper, ma le buone pratiche valgono anche per i proprietari. Spesso ci si concentra sulla pulizia delle acque nere, ma si trascura il serbatoio delle grigie, pensando che “tanto contiene solo acqua e sapone”. In realtà, i residui di grassi di cottura, oli e piccole particelle di cibo che finiscono nello scarico della cucina si accumulano sulle pareti del serbatoio, creando una patina maleodorante e difficile da rimuovere. Restituire un veicolo in queste condizioni non è solo scortese, ma può anche costare caro.
Le agenzie di noleggio sono molto chiare su questo punto: i serbatoi, sia neri che grigi, devono essere restituiti completamente vuoti e puliti. La mancata pulizia del serbatoio delle acque grigie è una delle cause più comuni di addebito sulla cauzione. Queste penali possono essere salate: il range medio delle penali applicate dalle agenzie di noleggio per serbatoi non puliti si attesta tra i 150 e i 300 euro. Una spesa che può essere facilmente evitata con un minimo di pianificazione prima della riconsegna.
Un semplice svuotamento non è sufficiente a rimuovere i depositi grassi. È necessario un trattamento “shock” da effettuare uno o due giorni prima della restituzione. Esistono prodotti specifici per la pulizia del serbatoio delle grigie, che agiscono sciogliendo i grassi e igienizzando le pareti. In alternativa, un rimedio casalingo efficace consiste nel versare nel serbatoio quasi vuoto una soluzione di acqua calda e aceto o bicarbonato.
Per assicurarsi di restituire il veicolo in condizioni impeccabili ed evitare contestazioni, ecco una procedura efficace da seguire:
- Circa 48 ore prima della riconsegna, con il serbatoio quasi vuoto, versare nello scarico della cucina un prodotto specifico disgregante per grassi o una soluzione di acqua calda e aceto.
- Viaggiare per almeno 30-40 chilometri. Il movimento del veicolo farà “sbattere” il liquido pulente contro le pareti del serbatoio, garantendo un’azione meccanica efficace.
- Prima di raggiungere il centro di noleggio, fermarsi in un’area di Camper Service per svuotare completamente il serbatoio delle grigie.
- Dopo lo svuotamento, effettuare un risciacquo introducendo qualche litro di acqua pulita e svuotando di nuovo.
- Se possibile, lasciare il tappo di scarico aperto per qualche minuto per far asciugare l’interno e prevenire la formazione di odori residui.
- È buona norma scattare una foto del contatore dei serbatoi che mostra il livello “zero” come prova in caso di contestazioni.
Questo piccolo sforzo finale conclude il viaggio in modo positivo e responsabile, lasciando un’ottima impressione e, soprattutto, mantenendo intatta la propria cauzione.
Da ricordare
- Distinzione assoluta: Le griglie a terra sono solo per le acque grigie (liquide); i pozzetti verticali o “Totem” sono per le acque nere (WC). Confonderli è l’errore più grave.
- Igiene prima di tutto: La contaminazione crociata è un rischio reale. Usare tubi e guanti separati per l’acqua potabile e per la gestione del WC è un imperativo per la salute.
- La pulizia è responsabilità di tutti: Lasciare l’area di servizio più pulita di come la si è trovata, risciacquando sempre dopo l’uso, è il fondamento della comunità dei camperisti.
Leave No Trace: come gestire i bisogni fisiologici senza impattare l’ambiente?
Il principio “Leave No Trace” (Non lasciare traccia) è il Vangelo del turismo responsabile e si applica con ancora più forza al mondo del camper. La libertà che il camper offre non deve tradursi in un’autorizzazione a impattare l’ambiente. La gestione dei rifiuti, specialmente quelli fisiologici, è il punto più critico. Lo scarico selvaggio delle acque nere o grigie non è solo illegale e irrispettoso, ma è un vero e proprio atto di inquinamento che danneggia ecosistemi delicati e rovina l’esperienza per chiunque altro.
Scaricare la cassetta del WC in un bosco, in un fiume o anche solo in un tombino stradale (che spesso porta direttamente a corsi d’acqua senza depurazione) significa immettere nell’ambiente una carica batterica enorme e sostanze chimiche che possono essere tossiche per la flora e la fauna locale. Le sanzioni sono severe, specialmente all’interno di aree protette. Lo scarico illegale di acque reflue nei Parchi Nazionali italiani può comportare multe fino a 344 euro, oltre al danno ambientale incalcolabile.
La soluzione è una sola: utilizzare sempre e solo le aree di scarico autorizzate. La pianificazione diventa quindi essenziale. Prima di avventurarsi in aree remote o di praticare la sosta libera, è fondamentale verificare la capienza dei propri serbatoi e l’ubicazione del Camper Service più vicino. Fortunatamente, esistono iniziative virtuose che facilitano questo approccio sostenibile.
Studio di caso: Il sistema Agricamper per un turismo a impatto ridotto
Agricamper Italia rappresenta un eccellente esempio di come la tecnologia possa promuovere un turismo itinerante più sostenibile. Attraverso la loro app, hanno mappato centinaia di camper service, molti dei quali gratuiti, in tutta Italia, permettendo ai camperisti di trovare facilmente punti di scarico autorizzati e riducendo drasticamente il ricorso allo scarico illegale. Inoltre, il circuito offre la possibilità di sostare gratuitamente per 24 ore presso aziende agricole e fattorie, che spesso mettono a disposizione i propri servizi di carico e scarico. Questo modello non solo fornisce un’alternativa sicura e legale alla sosta libera, ma crea anche una connessione virtuosa tra i viaggiatori e le realtà rurali del territorio, contribuendo a ridurre l’impronta ecologica del turismo in camper.
Adottare queste pratiche non è un limite alla propria libertà, ma la sua più alta espressione: la libertà di godere della natura senza distruggerla, garantendo che anche le generazioni future possano fare lo stesso. Inizia oggi a fare la differenza: il tuo prossimo viaggio, e il camperista che verrà dopo di te, ti ringrazieranno.
Domande frequenti su Camper Service in autostrada
Quanto costa usare un Camper Service in autostrada?
Molte aree sono a pagamento con gettoni da acquistare presso il bar dell’area di servizio. Alcune permettono il pagamento tramite Telepass.
Sono sempre aperti e funzionanti?
Le aree sono generalmente accessibili 24/7, ma la manutenzione può variare. È consigliabile verificare lo stato tramite app come Park4Night o Campercontact.
Conviene uscire dall’autostrada per un’area comunale?
Dipende dalla distanza e dal costo. Le aree comunali sono spesso gratuite e meno affollate, ma richiedono una deviazione dal percorso.