Pubblicato il Maggio 18, 2024

Affrontare i sentieri liguri con la calzatura sbagliata non è solo scomodo, ma pericoloso e costoso.

  • Le sneakers da città non hanno aderenza sulla roccia levigata tipica della costa, aumentando il rischio di cadute.
  • L’abbigliamento non idoneo, come le infradito, è sanzionato con multe fino a 2.500€ sull’intera rete sentieristica del Parco.

Raccomandazione: La scelta non è tra scarponi o scarpe da trail, ma tra una calzatura tecnica con suola scolpita (come Vibram) e un’alternativa pericolosa. La preparazione è la chiave per la sicurezza.

Benvenuti nel mio ufficio. Il sole splende, il mare luccica laggiù e il profumo di macchia mediterranea riempie l’aria. Questo è il panorama che ogni giorno mi regala il Parco Nazionale delle Cinque Terre. Ma come guida, so che questo paradiso nasconde delle sfide. Sotto i vostri piedi, la roccia può essere scivolosa come il ghiaccio e le salite, a volte, sembrano non finire mai. Molti arrivano qui pensando che un buon paio di scarpe da ginnastica sia sufficiente. È il primo, e più comune, errore.

La questione non è semplicemente “scarponi alti o scarpe basse?”. Questa è una visione limitata. La vera domanda che dovete porvi è: “la mia attrezzatura sta dialogando correttamente con questo terreno unico e con il suo microclima?”. Scegliere l’equipaggiamento giusto per i sentieri liguri, specialmente in estate, non è una questione di moda o di marca, ma una conversazione diretta con la natura che vi circonda. Significa capire la fisica di una suola su roccia levigata dall’acqua e dal tempo, la biologia di un piede che suda sotto il sole cocente e la logica che sta dietro alle regole di sicurezza del Parco.

In questa guida, vi accompagnerò passo dopo passo, non solo per scegliere la scarpa giusta, ma per comprendere il *perché* di ogni scelta. Analizzeremo il terreno, decifreremo le mappe per evitare brutte sorprese, parleremo dei materiali che vi terranno asciutti e sicuri e, infine, capiremo perché una regola del Parco non è mai un capriccio, ma una misura essenziale per proteggere voi e questo fragile territorio. Siete pronti a camminare con consapevolezza?

Per aiutarvi a navigare tra le decisioni cruciali per la vostra escursione, abbiamo strutturato questa guida per affrontare ogni aspetto della preparazione, dalla scelta della calzatura alla lettura del terreno.

Come rodare gli scarponi nuovi prima della vacanza per non rovinarsi i piedi?

L’errore più grande che un escursionista possa fare è inaugurare un paio di scarponi nuovi direttamente sui sentieri delle Cinque Terre. Anche la calzatura più costosa e performante ha bisogno di un periodo di “rodaggio” per adattarsi alla forma unica del vostro piede e per ammorbidire i punti di pressione. Ignorare questa fase significa quasi certamente condannarsi a vesciche, dolori e, in definitiva, a una vacanza rovinata. Il processo di rodaggio non è complesso, ma richiede tempo e gradualità.

Un piano progressivo è la strategia migliore. Bisogna iniziare con un uso domestico per poi passare a sollecitazioni sempre più simili a quelle che affronterete in Liguria. Ecco un programma di rodaggio efficace da seguire nelle quattro settimane che precedono la partenza:

  1. Settimana 1: Indossate gli scarponi in casa per 30-60 minuti al giorno, sempre con i calzini da trekking che userete in escursione. Questo permette di individuare i primissimi punti di frizione.
  2. Settimana 2: Effettuate brevi passeggiate urbane di 2-3 km su superfici piane come asfalto o marciapiedi. Il piede inizia ad abituarsi al peso e alla rigidità dello scarpone.
  3. Settimana 3: Passate a escursioni leggere di 5-7 km con dislivelli moderati, su sentieri sterrati o parchi. Qui la caviglia e la suola iniziano a lavorare seriamente.
  4. Settimana 4: Simulate l’escursione vera e propria. Fate un’uscita su un terreno simile a quello ligure (roccioso, con saliscendi) e, fondamentale, con lo zaino carico. Il peso dello zaino cambia la postura e il modo in cui il piede preme all’interno della scarpa.

Studio di caso: La soluzione dei due lacci per il dolore al malleolo

Un escursionista esperto ha riportato un’esperienza emblematica: nonostante un rodaggio apparentemente corretto, dopo tre giorni di trekking continuava a sentire un dolore acuto al malleolo. La pressione costante del gambetto dello scarpone era la causa. La soluzione, geniale nella sua semplicità, è stata quella di utilizzare due lacci separati per ogni scarpone: uno per la parte bassa (il collo del piede), tirato normalmente per assicurare il piede, e un secondo laccio, allacciato in modo molto più morbido, per la parte alta, dal malleolo in su. Questa tecnica ha permesso di ridurre la pressione sul punto critico senza sacrificare la stabilità generale, risolvendo il problema.

Suola Vibram e roccia lucida: perché le sneakers da città sono pericolose sui sentieri liguri?

Molti turisti guardano i nostri sentieri e, vedendo i borghi vicini, pensano a una “passeggiata”. Ma la parola chiave qui è “sentiero”, non “marciapiede”. La differenza fondamentale risiede nella superficie: la roccia lucida e levigata dal passaggio e dagli agenti atmosferici. Su questo tipo di terreno, una normale scarpa da ginnastica o una sneaker da città, con la sua suola piatta e a bassa aderenza, si trasforma in un pattino. Non ha la capacità di “aggrapparsi” alle micro-asperità della roccia, specialmente in presenza di umidità o polvere.

È una questione di fisica. Le suole tecniche, come le famose suole Vibram, sono realizzate con mescole di gomma specifiche e presentano un disegno del battistrada, chiamato “carrarmato”, con tasselli pronunciati e multidirezionali. Questi tasselli aumentano la superficie di contatto, si incastrano nelle irregolarità del terreno e drenano l’acqua, garantendo un’aderenza (o grip) che una suola liscia non può neanche sognare. Non è un accessorio, è la vostra prima polizza di assicurazione contro le cadute. Per questo motivo, come Parco Nazionale, abbiamo dovuto stabilire delle regole chiare.

Macro dettaglio di suola Vibram su roccia levigata costiera

Il vademecum ufficiale del Parco è esplicito: “Sui sentieri è obbligatorio indossare scarpe chiuse, con suola scolpita e antiscivolo, preferibilmente impermeabili e coprenti la caviglia”. Questa non è una raccomandazione, ma un obbligo legale. L’inosservanza di questa regola non solo mette a rischio la vostra incolumità, ma anche quella dei soccorritori. Per questo, a partire dal 2019, il Parco delle Cinque Terre ha introdotto sanzioni che vanno da 50 a 2.500 euro per chi viene sorpreso sui sentieri con calzature inadeguate. La multa più alta è riservata ai casi in cui un comportamento imprudente attivi un’operazione di soccorso.

Lana merino o sintetico: quale calza evita la macerazione del piede con 30 gradi?

La scarpa perfetta è inutile senza la calza giusta. In un ambiente caldo-umido come la costa ligure in estate, il piede suda. Molto. Se il sudore non viene gestito correttamente, rimane a contatto con la pelle, portando a un fenomeno chiamato macerazione. La pelle si ammorbidisce, diventa bianca e fragile, e diventa estremamente suscettibile alla formazione di vesciche dolorose. Il cotone è il nemico numero uno: assorbe il sudore come una spugna e non lo rilascia, creando l’ambiente “perfetto” per la macerazione. La scelta deve quindi ricadere su materiali tecnici: principalmente lana merino o fibre sintetiche.

Entrambe le opzioni sono valide, ma presentano caratteristiche diverse che le rendono più o meno adatte a seconda delle vostre esigenze. La lana merino è una fibra naturale straordinaria con eccellenti proprietà di termoregolazione e, soprattutto, è naturalmente anti-odore. Il sintetico (poliestere, poliammide) eccelle invece per la rapidità di asciugatura e la resistenza all’abrasione. La scelta dipende dal tipo di escursione che pianificate. Per trekking di più giorni, dove non si possono lavare le calze ogni sera, la lana merino è impagabile per le sue doti anti-batteriche. Per escursioni giornaliere intense e molto calde, la velocità di asciugatura del sintetico può fare la differenza.

Confronto calze Merino vs Sintetico per trekking estivo
Caratteristica Lana Merino Sintetico
Termoregolazione Eccellente Buona
Anti-odore Naturale, superiore Richiede trattamenti
Asciugatura Lenta (4-6 ore) Rapida (1-2 ore)
Durabilità Media Alta
Ideale per Trekking multi-giorni Escursioni giornaliere calde

Test sul campo: l’importanza della traspirabilità

L’esperienza diretta di chi percorre questi sentieri è la prova migliore. Martina di PimpMyTrip, dopo aver completato i percorsi delle Cinque Terre, sottolinea un punto fondamentale: consiglia calze tecniche altamente traspiranti perché “suderai tanto in alcuni tratti”. Sottolinea come l’abbigliamento tecnico che asciuga rapidamente sia cruciale per evitare la sgradevole sensazione di bagnato e prevenire la macerazione della pelle, specialmente durante le salite ripide sotto il sole estivo che caratterizzano sentieri come quello tra Corniglia e Vernazza.

Come pulire e asciugare gli scarponi in campeggio senza rovinarli?

Dopo una lunga giornata sui sentieri, i vostri scarponi saranno coperti di polvere, terra e sudore. Abbandonarli in un angolo della tenda fino al mattino seguente è il modo migliore per accorciarne la vita e favorire la proliferazione di batteri e cattivi odori. Una corretta manutenzione, anche con i mezzi limitati del campeggio, è fondamentale per preservare l’integrità dei materiali, in particolare della pelle o delle membrane impermeabili come il Gore-Tex.

La pulizia non deve essere aggressiva. L’obiettivo è rimuovere lo sporco superficiale. Seguite questi semplici passaggi:

  1. Rimozione dello sporco grosso: Una volta tornati al campo, sbattete le suole l’una contro l’altra per far cadere il grosso della terra e dei sassi incastrati. Usate una vecchia spazzola (o una pigna secca, un classico trucco da campeggiatore) per pulire bene il carrarmato della suola.
  2. Pulizia della tomaia: Usate un panno umido per rimuovere la polvere e il fango dalla tomaia. Se lo sporco è ostinato, usate pochissima acqua e una spazzola a setole morbide. Evitate detergenti aggressivi.
  3. Asciugatura interna: Togliete la soletta interna e lasciatela asciugare all’aria. Per l’interno dello scarpone, il metodo più antico è anche il più efficace: appallottolate dei fogli di giornale e inseriteli dentro. La carta assorbirà l’umidità durante la notte. Cambiatela se diventa troppo bagnata.
  4. Asciugatura esterna: Mai, e poi mai, mettere gli scarponi vicino a fonti di calore diretto come fuochi, fornelli o sotto il sole cocente. Il calore eccessivo secca e crepa la pelle, oltre a poter scollare le suole. L’ideale è lasciarli all’ombra, in un luogo arieggiato.

Una corretta asciugatura è cruciale per mantenere le performance dello scarpone. Appendere gli scarponi (con i lacci) a un ramo o a un filo fuori dalla tenda permette all’aria di circolare liberamente, accelerando il processo in modo naturale e sicuro per i materiali.

Scarponi da trekking appesi ad asciugare in un campeggio ligure

Infradito sui sentieri: dove scattano le sanzioni per abbigliamento non idoneo?

La questione delle “infradito sui sentieri” è diventata emblematica. Per noi che lavoriamo nel Parco, è il simbolo di un approccio al trekking superficiale e pericoloso. Non è un vezzo o una questione estetica: camminare con calzature aperte, senza supporto per la caviglia e senza aderenza, su sentieri stretti, ripidi e rocciosi è un invito all’incidente. Ogni anno, decine di interventi di soccorso, spesso complessi e costosi, sono causati da turisti con calzature totalmente inadeguate.

Per questo motivo, le sanzioni non sono una minaccia, ma una realtà. È importante chiarire che il divieto e le relative multe non si applicano solo a un singolo sentiero “turistico”. Come confermano i regolamenti del Parco, le multe per calzature inadeguate si applicano su tutta la rete sentieristica del Parco Nazionale delle Cinque Terre, che si estende per oltre 120 km. Che siate sul famosissimo Sentiero Azzurro o su un percorso meno battuto nell’entroterra, la regola è la stessa. La logica è semplice: ogni sentiero, a prescindere dalla sua popolarità, presenta delle criticità.

Non solo bisognerà indossare le scarpe adatte per visitare il parco delle Cinque Terre, ma si potrà farlo anche quando non ci sono allerte meteo.

– Silvia Olivari, Carabinieri Forestali – GognaBlog

Questa precisazione è fondamentale: il requisito delle scarpe idonee è valido sempre, non solo in condizioni di maltempo. Il sole può rendere la roccia ancora più scivolosa a causa della polvere fine. I controlli da parte del personale del Parco e dei Carabinieri Forestali sono attivi, specialmente nei periodi di maggiore affluenza.

Studio di caso: Controlli effettivi e punti di verifica

Per la stagione 2025, le autorità del Parco hanno annunciato un’intensificazione dei controlli sistematici delle calzature. Questi controlli non sono casuali, ma si concentrano strategicamente all’ingresso dei sentieri principali, specialmente durante i periodi di alta stagione (da aprile a giugno). I punti di verifica sono situati in particolare lungo il Sentiero Azzurro e alle partenze dei percorsi più frequentati, come il tratto Monterosso-Vernazza. Ai turisti con calzature palesemente inadeguate (ciabatte, sandali aperti, scarpe con suola liscia) viene negato l’accesso e, nei casi più ostinati, vengono elevate le sanzioni previste.

Sentieri a strapiombo: come capire dalla mappa se un percorso è adatto a chi soffre di vertigini?

La bellezza mozzafiato dei nostri sentieri è data proprio dalla loro posizione: spesso sospesi tra cielo e mare. Ma per chi soffre di vertigini, un “panorama spettacolare” può trasformarsi in un incubo. Imparare a leggere una mappa escursionistica non solo per la direzione, ma anche per l’esposizione del percorso, è una competenza fondamentale per scegliere l’itinerario giusto ed evitare di trovarsi bloccati dalla paura in un punto pericoloso.

Una mappa topografica offre molti indizi. Il primo e più importante sono le curve di livello: quando queste linee sono molto ravvicinate, significa che la pendenza è fortissima, un chiaro indicatore di un possibile tratto a strapiombo. Ma ci sono altri simboli e strategie da utilizzare per una valutazione completa:

  • Simbologia del sentiero: Verificate la legenda. Un sentiero segnato con una linea continua è generalmente più facile di uno indicato con una linea tratteggiata, che spesso denota un “sentiero per escursionisti esperti” (EE), potenzialmente più esposto.
  • Icone specifiche: Cercate simboli che indicano tratti attrezzati, come scalette o cavi metallici (vie ferrate). La loro presenza implica quasi sempre passaggi esposti o verticali.
  • Ricerca online mirata: Prima di partire, cercate su internet il nome o il numero del sentiero seguito dalle parole chiave “esposto”, “vertigini” o “strapiombo”. I forum e i blog di escursionisti sono miniere di informazioni preziose.
  • Consultare le recensioni: Piattaforme come AllTrails o Wikiloc hanno sezioni di commenti dove gli utenti condividono le loro esperienze dirette, spesso menzionando esplicitamente i passaggi difficili o esposti.
  • Analisi fotografica: Guardate le foto del sentiero pubblicate da altri escursionisti. Un’immagine vale più di mille parole per valutare l’effettiva larghezza del sentiero e l’esposizione del pendio.

Studio di caso: Il sentiero Monterosso-Vernazza e le sue scale esposte

Il sentiero Monterosso-Vernazza è uno degli esempi più classici. Su piattaforme come AllTrails, viene segnalato come impegnativo, con note su “difficult stairs and inclines” (scale e pendenze difficili) e viste costiere molto esposte. Diversi escursionisti nei commenti riportano che alcuni tratti, specialmente la ripida discesa su gradoni di roccia nella sezione finale verso Monterosso, richiedono molta attenzione per chi soffre di vertigini. Le foto confermano passaggi stretti con il vuoto a pochi centimetri di distanza, un’informazione cruciale che permette di scegliere con consapevolezza se affrontare o meno quel percorso.

Cosa portare assolutamente nello zaino per un trekking sicuro sulle Alpi italiane?

Anche se siamo sulla costa e non sulle Alpi, la logica della preparazione dello zaino non cambia: deve contenere l’essenziale per garantire sicurezza, idratazione e comfort. Anzi, il microclima costiero caldo-umido impone alcune scelte specifiche. Uno zaino leggero è importante, ma uno zaino “vuoto” è pericoloso. Ogni oggetto deve avere uno scopo preciso, perché sui nostri sentieri, spesso, non c’è possibilità di rimediare a una dimenticanza.

L’acqua è l’elemento più critico. Non fatevi ingannare dalla vicinanza del mare: le fonti d’acqua potabile lungo i sentieri principali sono quasi inesistenti. Partire con una riserva insufficiente è l’errore più grave. Oltre a questo, ci sono altri elementi che considero non negoziabili per un’escursione sicura sui sentieri liguri.

  • Acqua: Assolutamente indispensabile, calcolate un minimo di 1.5-2 litri a persona, anche per le escursioni più brevi. In piena estate, la sudorazione è intensa.
  • Mappa cartacea: Il segnale GPS tra le valli strette e la vegetazione fitta è spesso inaffidabile. Una mappa cartacea del Parco è una sicurezza che non ha bisogno di batterie.
  • Kit pronto soccorso per i piedi: Non un kit generico, ma uno specifico. Deve contenere cerotti per vesciche (tipo Compeed), nastro anelastico (leukotape) per prevenire le frizioni e salviette disinfettanti.
  • Integratori salini: Con il sudore si perdono sali minerali essenziali. Avere una bustina da sciogliere nell’acqua può prevenire crampi e affaticamento.
  • Power bank: Il telefono non serve solo per le foto, ma per consultare gli orari dei treni, usare le mappe offline o chiamare i soccorsi. Avere una batteria di riserva è fondamentale.
  • Protezione solare: Cappello a tesa larga, occhiali da sole e crema solare ad alta protezione. Il sole picchia forte e i tratti all’ombra possono essere rari.
  • Fischietto di emergenza: Un piccolo oggetto che pesa pochi grammi ma può salvarvi la vita se vi perdete o in caso di nebbia improvvisa che sale dal mare.
  • Cinque Terre Card: Se avete intenzione di percorrere i tratti a pagamento del Sentiero Azzurro, è obbligatoria. Comprarla in anticipo vi fa risparmiare tempo.

Piano d’azione: il tuo zaino è pronto per le Cinque Terre?

  1. Audit dell’idratazione: Controlla fisicamente la quantità d’acqua. Hai almeno 1.5 litri per persona? Hai aggiunto integratori salini per il caldo?
  2. Verifica della navigazione: Il tuo telefono è carico? Hai un power bank? Hai scaricato le mappe offline e, soprattutto, hai una mappa cartacea di backup?
  3. Controllo del kit anti-vesciche: Apri il tuo kit di primo soccorso. Ci sono cerotti specifici per vesciche e nastro adesivo per la prevenzione, o solo cerotti normali?
  4. Check della protezione: Hai un cappello, occhiali e crema solare? Hai anche un capo leggero a maniche lunghe o un k-way per il vento o un calo di temperatura?
  5. Ispezione della sicurezza: Hai un fischietto di emergenza a portata di mano? Il tuo telefono ha i numeri di emergenza salvati (112)?

Da ricordare

  • La scelta della calzatura deve basarsi sull’aderenza della suola (grip) su roccia lucida, non sull’estetica.
  • L’abbigliamento non idoneo (infradito, sandali) è vietato e sanzionato su tutti i 120 km di sentieri del Parco.
  • La preparazione è fondamentale: rodare gli scarponi, scegliere calze tecniche e preparare uno zaino con l’essenziale (acqua, mappa, kit vesciche) fa la differenza tra un’esperienza magnifica e un incubo.

Nordic Walking e camminata sportiva: percorsi salute direttamente dal campeggio

Sempre più spesso vedo escursionisti utilizzare i bastoncini, ma c’è molta confusione tra bastoncini da trekking e quelli da Nordic Walking. Non sono la stessa cosa e usarli in modo inappropriato può essere più d’intralcio che d’aiuto, specialmente sui nostri sentieri. I bastoncini da Nordic Walking sono progettati per la camminata sportiva su terreni pianeggianti o con pendenze lievi; la loro funzione è dare una spinta in avanti per coinvolgere la parte superiore del corpo. Hanno un’impugnatura con un “guantino” fisso e una punta inclinata.

I bastoncini da trekking, invece, sono uno strumento di stabilità e supporto. Sono telescopici, quindi regolabili in altezza, una caratteristica essenziale per i continui saliscendi dei sentieri liguri. Si accorciano in salita per aiutare la spinta e si allungano in discesa per “frenare” e scaricare il peso dalle ginocchia. Il loro scopo primario è offrire equilibrio e ridurre il carico articolare. Sui sentieri stretti e tecnici delle Cinque Terre, un bastoncino da Nordic Walking con il suo guantino può diventare ingombrante e persino pericoloso.

Bastoncini da trekking vs Nordic Walking per i sentieri liguri
Caratteristica Bastoncini Trekking Bastoncini Nordic Walking
Adattabilità dislivelli Ottima (regolabili) Limitata
Stabilità in discesa Eccellente Buona
Ingombro sui sentieri stretti Medio Alto (guantino fisso)
Rumore su roccia Ridotto con gommini Elevato
Ideale per Sentieri tecnici Cinque Terre Percorsi pianeggianti costieri

Studio di caso: L’uso corretto dei bastoncini sui “gradoni” delle Cinque Terre

L’esperienza sul sentiero Vernazza-Monterosso è illuminante. Questo percorso è un continuo saliscendi, con tratti di sentiero sterrato e lunghe, ripide discese su “gradoni” di roccia irregolari. Un escursionista esperto ha sottolineato come i bastoncini da trekking siano stati fondamentali per gestire lo sforzo. La tecnica corretta è stata la chiave: in salita, i bastoncini venivano accorciati per spingere efficacemente con le braccia, aiutando le gambe; in discesa, venivano allungati per essere piantati davanti al corpo, agendo come un freno e riducendo drasticamente l’impatto sulle ginocchia ad ogni gradone. Un uso impossibile con i bastoncini da Nordic Walking a misura fissa.

Per sfruttare al meglio questo strumento, è cruciale padroneggiare le differenze tecniche e di utilizzo.

Ora che conoscete la logica dietro ogni scelta, dall’aderenza di una suola alla funzione di un bastoncino, siete pronti per affrontare i nostri sentieri non come semplici turisti, ma come escursionisti consapevoli e rispettosi. Preparate l’attrezzatura, ascoltate il terreno e, soprattutto, godetevi lo spettacolo unico che solo le Cinque Terre sanno offrire. Buona camminata.

Scritto da Giulia Moretti, Guida Ambientale Escursionistica (AIGAE) e alpinista con 12 anni di attività sulle Dolomiti e Appennini. Esperta di trekking, flora, fauna selvatica e turismo sostenibile nei Parchi Nazionali.